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Gli Dei di Asgard si dividono in Aesir e Vanir. Le due famiglie in passato sono state in guerra, ma oggi convivono pacificamente. Gli Aesir sono tradizionalmente legati alla civiltà, la legge, l'onore, mentre i Vanir alla natura, la saggezza, la magia. Ecco i più importanti:

ODINO (o Wodan, o Wodanaz, coincide con Odr) È il capo degli Aesir, venerato da Re, poeti, berserker e cercatori di conoscenza, più che dalla gente comune. Le stirpi regnanti fanno risalire a lui le loro origini. Odino nasce all’inizio dei tempi da un Aesir e un Jotun (gigante), e ha infatti un carattere ambivalente, e un comportamento che spesso non segue i valori tradizionali di onore, lealtà e rispetto delle leggi.

Odino è raffigurato come un vecchio con un occhio solo, la lancia Gungnir in mano, un cappello a larghe falde, un’ampia tunica blu scuro e un bastone da viaggio. Il cavallo di Odino si chiama Sleipnir, ha otto zampe e fu partorito da Loki. Odino lo cavalca nei suoi incessanti viaggi per i nove regni alla ricerca della conoscenza. Quando siede sul trono chiamato Hlidskjalf può vedere il mondo intero. Con lui ci sono sempre i lupi Geri e Freki, e i corvi Huginn (pensiero) e Muninn (memoria), che gli portano informazioni dal mondo degli uomini. Entrambi questi animali sono saprofaghi e simboleggiano il suo legame con il mondo dei morti.

Odino ha infatti diritto a raccogliere gli spiriti della metà dei guerrieri morti sul campo di battaglia, per radunarli nella sua aula del Valhalla in attesa dello scontro finale che si compierà durante il Ragnarok. Odino è anche un necromante e potente stregone, in grado di far parlare gli impiccati, di cui è il protettore. Lui stesso si impiccò a Yggdrasill per nove notti, con una ferita da lancia, fino quasi a morire, sacrificando il suo corpo per ottenere la conoscenza delle rune e della magia che spunta le armi del nemico e libera un’amico dalle catene.

Odino è un instancabile cercatore di conoscenza, e ha anche rinunciato ad un occhio per ottenerla direttamente dal pozzo del Destino. Si è fatto insegnare da Freyja la stregoneria, seidr, in cambio della metà dei caduti sul campo di battaglia. Ha rubato ai nani l'idromele della poesia (allegoria dell'ispirazione sovrannaturale), ed è considerato il dio della poesia, della magia, dei confini e dell’attività mentale ispirata.

Odino ha anche un lato oscuro, perchè incita costantemente gli uomini a combattere tra di loro. Infatti lui ha bisogno di eroi nel Valhalla per poter fronteggiare le schiere dei giganti durante il Ragnarok. Odino non ha grande rispetto per i valori della società civilizzata come giustizia, correttezza e rispetto per leggi e convenzioni. I suoi preferiti sono fuorilegge volitivi e guerrieri poeti, noti per la loro intelligenza, creatività e competenza nella guerra di “tutti contro tutti”.

Wodan è identificato con Hermes, secondo l’interpretatio romana.


THOR (o Donar, o Thunaer) è adorato molto più di Odino (di cui è figlio) dalla gente comune, anche in virtù del suo carattere meno ambiguo. E' il dio del tuono dalla barba rossa che brandisce il martello Mjolnir e viaggia su un carro trainato da due capre/arieti. Facile all’ira, è il campione degli dei, spesso coinvolto nelle lotte coi giganti. Ha combattuto anche col serpende Jormungand che circonda il mondo, ma la battaglia finale avverrà nel Ragnarok.

E’ il dio dei guerrieri, e viene invocato per combattere al loro fianco, ma è anche colui che porta le piogge che favoriscono i raccolti, e per questo è spesso il preferito dall’uomo comune. Ci sono pietre nere, dette Pietre del Tuono, che proteggono le case dai temporali, e cominciano a sudare quando se ne sta avvicinando uno. Sono create dai fulmini che colpiscono la terra.

E' identificato con Giove secondo l’interpretatio romana. Il suo albero sacro è la quercia. Il giovedì (Thor-day) non si può segare nè tagliare il legno.

SAXNÔT (o seaxnet, equivalente di Tyr) Il suo nome significa "compagno di seax", dove il seax è il lungo coltello (o corta spada) da cui prendono il nome i Sassoni. Saxnot appartiene alla triade di dei, insieme a Odino e Thor, che i Sassoni sono costretti a ripudiare da Carlomagno durante la cerimonia del battesimo. E’ difatti considerato il progenitore di tutti i sassoni, e presso di loro ha un ampio seguito di devoti. E’ il dio guerriero più coraggioso: ha perso la mano per poter incatenare Fenrir, e nel Ragnarok sfiderà il mastino infernale Garm (entrambi moriranno). Ma è anche crudele e assetato di sangue come Marte. Porta un elmo e combatte con la spada. A lui è associata una danza rituale con le spade.

FREYJA (o Mardoll, o Syr, o Horn, o Gefn, coincide con Frigg) Insieme al padre Njörðr e al fratello Freyr è stata data in ostaggio agli Aesir come garanzia della pace dopo la guerra tra Aesir e Vanir. Ha due figlie di nome Gersemi e Hnoss. 

Bellissima e sensuale, Freyja è la dea dell’amore, della ricchezza, della gioia, della grazia e della fertilità, ma anche della battaglia e della morte. Ama le ricchezze e possiede la famosa collana Brisingamen, il gioiello più prezioso del mondo, forgiato dai nani. Ha una mantella di penne di falco che permette di volare e cavalca un un carro trainato da due gatti. Piange lacrime d’oro rosso quando il marito Odino è in giro per il mondo e lei non riesce a trovarlo. Ma è anche molto promiscua, cosa di cui l’accusa Loki, asserendo che ha fatto sesso con tutti gli dei e tutti gli elfi.  

Freyja ha il privilegio di scegliere la metà dei caduti in battaglia per la sua great hall di Folkvangar (l’altra metà va nel Valhalla). E’ il capo supremo delle Valchirie, e quindi ha anche un ruolo nella guerra.

Il suo culto è molto diffuso tra le donne e in particolare le volur. Viene invocata per benedire i matrimoni e favorire il concepimento. Secondo l’interpretatio romana è associata a Venere. E’ accostata anche al cane, al serpente e al cesto di frutta.

FREYR (o Ing, o Yngvi), figlio di Njord e fratello di Freya, è il Dio del raccolto e del sole. Sembra che i nani (suoi amici o alleati) abbiano costruito per lui una nave che si può ripiegare come fosse un tessuto, di nome Skithblathnir, e un cinghiale (Gullimbursti) con briglie d’oro che Freyr usa per tirare il suo carretto. La moglie è la gigantessa Gerd, che d’inverno è prigioniera dei giganti del freddo, e d’estate viene liberata. Molti animali sono sacri a Freyr, come il cavallo e il cinghiale.

BALDER (o Baldur, o Balder) è il figlio prediletto di Wodan e Freyja. Secondo gli scandinavi, Balder è l’immacolato, il paziente, e venne ucciso da Loki con un ramo di vischio, l’unica cosa alla quale è vulnerabile (tutte le altre cose del mondo avevano promesso alla madre, Frigga, che lo avrebbero risparmiato). Alla sua morte tutti gli esseri e gli spiriti del mondo si addolorarono. E’ il dio della luce, puro e innocente, quasi femmineo. Non è molto venerato. 

LOKI viene nominato insieme agli Dei, ma non è uno di loro. E’ il figlio del gigante Farbauti (“dangerous striker”) e l'amante della gigantessa Angrboda (“portatrice di dolore”) che gli ha dato tre figli malefici: Hel, dea della morte, Jormungand, il serpente che avvolge il mondo, e Fenrir, il lupo in catene che verrà liberato nel Ragnarok e che divorerà il sole e la luna.

Loki vive ad Asgard ed è chiamato "amico di Thor", con il quale partecipa a molte avventure. Nonostante questo è del tutto inaffidabile e ha una personalità ambigua che sfida tutte le convenzioni e tradizioni, al punto di arrivare a partorire come una donna (il cavallo di Odino). A volte Loki aiuta gli altri Dei, ma più spesso combina guai o commette veri e propri crimini. Il suo trucco preferito è causare un danno e poi risolverlo, guadagnandoci qualcosa nel frattempo.

Loki tira la corda, insulta gli altri e viene sempre perdonato. Finchè un giorno non la fa grossa, rendendosi responsabile della morte di Balder, il figlio prediletto di Freyja e Odino e beniamino di Asgard. Viene così incatenato ad una pietra mentre il veleno di un serpente gli gocciola addosso. Si libererà soltanto al momento del Ragnarok, quando combatterà con i giganti contro gli dei.

Loki non è venerato quasi da nessuno. Ha alcuni elementi comuni con il mito di Prometeo.

HEIMDALL è figlio di Odino e di nove madri, Dio della luce, con denti d’oro e un cavallo chiamato Gulltoppr. E’ guardiano del mondo degli Aesir, ha un udito che può sentire qualsiasi cosa accada nel mondo e una vista da cento miglia di giorno e di notte. Alza troppo il gomito con l’idromele. In prossimità del Ragnarok suonerà il corno Gjallarhorn. Heimdal è la nemesi di Loki e si trova spesso a contrastarlo. Con lui lotta per il possesso della collana Brisingamen, ed entrambi rimarranno uccisi nel Ragnarok.

Heimdall è considerato anche il padre dell’umanità, avendo generato con tre donne diverse i servi (thrall), gli uomini liberi (karl) e i nobili (jarl).

NJORD è il Vanir dio del vento, del fuoco, del mare e delle sue ricchezze. Il suo animale è il cigno. Ha generato Freyja e Freyr insieme alla sorella (l’incesto è stato rivelato da Loki). E’ un Jotun che è stato dato in ostaggio agli Aesir dopo stipula della pace, insieme ai figli. Njord è descritto come “principe degli uomini”, privo di malizia e residente in una alta aula di legno. E’ molto ricco in oro e terre. Sopravviverà al Ragnarok.

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