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DURENMAR Edit

21 Marzo 790 a.D.

Cinque magi che hanno appena passato il Guanto si ritrovano nell’Alleanza dove è nato l’Ordine di Hermes, a Durenmar. Si tratta di:

- Argentario (vacante), il figlio naturale di Flavius, fondatore della casata di Jerbiton;

- Crosmuat (Cucciolo), filius del filius di Birna, Midusulf;

- Firmus (Maldo), filius di Guernicus;

- Lelantus (Rich), filius della filia di Tytalus, Pralix;

- Nyr (Fillo), filius del filius di Merinita, Quendalon.

Sono stati i rispettivi maestri a farli venire in questo posto per incontrare Trianoma e Bonissagus. I due hanno in mente un progetto innovativo: fondare la prima alleanza mista. Infatti diffidenza e gelosia sono ancora fonti di divisione all’interno dell’Ordine, e tutte le alleanze fondate finora sono state mono-casata. C’è bisogno di dare una spinta alla collaborazione e integrazione tra le diverse culture magiche per poter realizzare il sogno di una società di studiosi che condividano pacificamente la conoscenza, e da qui il progetto Domus Parva.

Questa responsabilità viene affidata ai cinque nuovi magi, menti giovani e sperabilmente aperte ad un modo nuovo di fare le cose. Essi accettano di partecipare all’esperimento, seppur con entusiasmo variabile, e accolgono un po’ freddamente la richiesta di Trianoma di lasciare la porta aperta ad eventuali nuovi ingressi per un anno a partire da oggi.

Come supporto all’impresa, l’alleanza di Durenmar mette a disposizione del gruppetto un carretto carico di attrezzi e provviste, dieci libbre di argento, 22 parti di Vis (3 creo, 3 muto, 1 animal, 2 auram, 1 corpus, 2 herbam, 2 immaginem, 3 mentem, 5 terram), 4 libri magici (1 summa di Terram a qualità 8 e livello 9, 1 trattato di Animal di qualità 8 e livello 9, un trattato di Creo di qualità 10, e uno di incantesimi) e alcuni fidati aiutanti che verranno utili nella gestione e difesa dell’alleanza. Il gruppo che finalmente parte alla volta della Sassonia conta, oltre ai magi, i seguenti elementi:

- Einar, un berserker sassone seguace di Crosmuat;

- Eomar, un nobile sassone da 8 anni in esilio;

- Ermentrude, la sorella guerriera di Eomar;

- Roul, un grog mercenario;

- Oggieri, l’ormai ex assistente maggiordomo di Durenmar;

- Fredette, la moglie di oggieri, ottima cuoca e curatrice.

Le indicazioni di Mercere sono di navigare il Reno verso nord fino all’intersezione con il Lippe, poi prendere la strada Hellweg in direzione est fino a Paderborn, dove il mercante girovago Snorri, che conosce bene le terre dei Sassoni, si unirà al gruppo e lo guiderà presso la loro destinazione nella Estphalia meridionale. Trianoma ha infatti individuato nelle montagne più alte della Germania settentrionale, le Harz, una zona ideale per il sito della nuova alleanza, che offre un buon compromesso tra isolamento e accesso alla civiltà, e garantisce abbondanza di risorse magiche. Tre sono i siti che le sono sembrati più promettenti:

- Il Broken (1140 m), la cima più alta delle Harz, anche chiamato “l’altare delle streghe”. E’ il luogo con l’aura magica più alta della regione, ma è anche il punto tradizionale di ritrovo delle streghe, che vengono anche da molto lontano per celebrare i loro sabba e riunirsi soprattutto nella famigerata notte di Valpurga.

- La valle di Rumaquelle, angusta e di difficile accesso. Ospita alla sua sommità un complesso di caverne dalle quali sgorga una sorgente magica, nei dintorni della quale, secondo le leggende, potrebbero aggirarsi dei giganti.

- Una non meglio specificata foresta fatata sul versante settentrionale del massiccio montuoso, sicuramente ricca di vis, ma popolata da misteriose creature.

IN VIAGGIO Edit

21 Marzo - 4 Aprile 790 a.D.

Il gruppo si mette quindi in viaggio, e completa senza problemi la prima parte del viaggio. Il Reno è un fiume molto largo e facilmente navigabile, e la crociera risulta fin piacevole. Approdati all’altezza della confluenza del Lippe, i nostri iniziano il viaggio via terra, con l’aiuto di un carretto trainato da un mulo. La Hellweg è l’unica strada degna di tale nome di tutta la Sassonia, e procede parallelamente al fiume, sul fondo della valle della Ruhr. Le colline circostanti sono ovviamente molto boscose, e quasi costantemente avvolte in nebbia e nubi basse. Lungo il cammino si incontra qualche sparuto villaggio, ma l’unica vera città della regione, Paderborn, si trova proprio in corrispondenza delle sorgenti del Lippe. 

Mancano solo pochi chilometri alla prima tappa importante del viaggio, quando il gruppo viene intercettato da una pattuglia carolingia che controlla la via di accesso occidentale alla città. Il capitano delle guardie interroga i viaggiatori sulla loro destinazione e sul motivo del loro viaggio, ma la vaghezza delle risposte e lo strano assortimento di etnie non lo convince a pieno… non che questo abbia importanza, perchè durante la perquisizione del carretto una delle guardie si intasca un pugno di monete di Durenmar, e in un battibaleno si scatena l’inferno. Crosmuat l’irruento, che ha notato il movimento di mano, abbatte la sua ascia sul polso della guardia senza porre tempo in mezzo. Non riesce nell’intento di regalargli un moncherino, ma scatena la reazione di tutti i suoi compagni di viaggio, che si dedicano ad un massacro improvvisato. Fermo dà subito prova delle sue capacità di elementalista facendo sollevare il terreno in un’alta onda che si abbatte a tutta velocità contro il grosso della pattuglia carolingia, disarcionando i cavalieri, mettendo fuori combattimento quasi tutte le guardie, e sradicando alberi in una striscia di terreno larga trenta passi. Più combattuto è lo scontro tra i due che stavano ispezionando il carro, Crosmuat e Einar. I nostri hanno alla fine la meglio, ma il magus di Bjornaer è ferito gravemente durante la battaglia. Nessuna pietà è riservata agli sconfitti che si arrendono, e i cadaveri sgozzati vengono gettati nel fiume. 

Quasi tutti i non magi del gruppo sembrano sconvolti dalla manifestazione di potere magico e/o dall’esito sanguinario dell’incontro, ma se qualcuno ha delle critiche da fare, sceglie saggiamente di tenerle per sè.

PADERBORN Edit

4-6 Aprile 790 a.D.

Per evitare di essere accusati della strage si decide che è meglio dividersi in gruppi che procedano separatamente e poi ri-incontrarsi oltre la città. Il carretto di Oggieri e Fredette proseguirà sulla strada principale insieme a Crosmuat (troppo debole per camminare) e Roul; Lelantus, Firmus e i fratelli Eomer e Ermentrude andranno in città, per sentire le ultime notizie e incontrare Snorri (il mercante che dovrebbe far loro da guida nel prosieguo del viaggio); mentre Nyr e Einar faranno il giro largo attraverso il bosco, stando il più lontano possibile dalla città.

E’ ormai quasi buio quando il gruppo di Crosmuat diretto in città arriva alle porte di Paderborn. Si tratta di un grosso villaggio fortificato con struttura a terrapieno e palizzata, cioè quanto di più vicino ad un castello ci si possa aspettare in gran parte dell’Europa in questi anni.

Le guardie alla porta chiedono ai viaggiatori il motivo della loro visita e ricevono da loro la notizia che alcuni sassoni hanno attaccato una pattuglia carolingia sulla strada poco più a ovest. I soldati, preoccupati, fanno entrare i nostri e gli chiudono le porte alle spalle.

Anche Firmus e Lelantus entrano in città poco dopo. Lelantus ha assunto una nuova identità, cambiando non solo i lineamenti del suo volto, ma anche il modo di muoversi e di parlare, le piccole abitudini e le espressioni del viso. Questa nuova e diversissima persona si chiama Hare, ed è un commerciante. 

La città di Paderborn è in realtà poco più di un grosso villaggio rurale, dove insieme alla gente comune convivono animali da cortile e tanti soldati carolingi. I Sassoni sono comunque la maggior parte degli abitanti, sono tutti convertiti al cristianesimo, e non danno l’impressione di essere oppressi da un invasore.

E’ Hare a parlare a nome del gruppo in città, sfoggiando grande sicurezza, mentre Firmus, Eomer e Ermentrude cercano di non dare nell’occhio. Non esistono locande a Paderborn, e i viaggiatori (soprattutto commercianti) devono approfittare dell’ospitalità degli abitanti per procurarsi un tetto sulla testa.

Dopo una breve ricerca, i nostri riescono a trovare Snorri, che è ospite della sua vecchia amica Gotlinda. Snorri saluta calorosamente Lelantus, che evidentemente conosce già da tempo e tratta con grande rispetto. È un tipo affabile che si guadagna da vivere viaggiando in lungo e in largo a bordo del suo carretto carico di mercanzie varie. Conosce molto bene strade e sentieri di Sassonia, ed essendo già da parecchi giorni a Paderborn può informare i nostri sulle ultime notizie. In realtà non c’è molto da dire: la situazione politica è tranquilla, tanto che per la prima volta da quando Carlo è Re non ci sarà la riunione annuale dei suoi vassalli dove si decide la campagna militare estiva. L’unico avvenimento degno di nota è il battesimo di tre sassoni previsto per la mattina successiva, che verrà celebrato dallo stesso Arcivescovo Conte Mèdard e che vedrà partecipare tutta la comunità. Si tratta di tre giovani scovati da una pattuglia nei boschi mentre si cucinavano un arrosto. Mangiare carne in periodo di quaresima è un reato grave in questo periodo, perchè vuol dire non aver accettato la verità di Cristo. La punizione è severa, e può portare alla condanna a morte, ma eventualmente i tre ragazzi sembra abbiano capito il loro errore e sono pronti a accettare la grazia del Signore.

Lelantus è curioso di vedere questi ragazzi, e col favore delle tenebre esce dalla casa di Gotlinda è raggiunge la baracca dove sono tenuti prigionieri. In giro ci sono solo alcune guardie di ronda, perchè tutti i popolani sono stati invitati a rientrare nelle case quando è giunta la notizia dell’agguato sulla strada Helweg. Lelantus comunque non fatica ad arrivare alla baracca indisturbato; la porta è chiusa dall’esterno con un chiavistello, e una guardia sonnecchia davanti all’uscio. Non ci sono finestre, ma da una fessura tra le assi della parete posteriore, il magus riesce a vedere all’interno: alla luce di una candela i tre ragazzi, due maschi e una femmina, stanno mangiando in silenzio una zuppa. Lelantus allora usa il suo potere telepatico per parlare direttamente nella testa della ragazza, che si chiama Theodolinda. Le fa credere di essere un servitore di Odino e la incoraggia a rimanere salda nella sua fede. Da lei viene a sapere che effettivamente i tre fanno parte di un gruppo di Sassoni ribelli che vive nelle foreste, e i cui capi sono Hamarolf e Beorg

Nel frattempo Nyr e Einar si sono addentrati tutti soli nella foresta a sud di Paderborn, con l’intenzione di aggirare la città e ricongiungersi con gli altri più ad est. “Tutti soli” non è in realtà l’espressione esatta, perchè insieme a Einar c’è sempre lo spettro di Erland, un suo antenato guerriero assetato di sangue che veglia su di lui. Nyr riesce a vederlo, grazie alla sua vista fatata, e stupisce Einar quando glielo rende noto. In ogni caso, è proprio lo spettro ad avvisare gli altri due che qualcuno li sta seguendo: si tratta di otto persone armate con accette, archi e frecce. Così Nyr decide di fermarsi e approntare il campo, quindi invita gli uomini misteriosi che si nascondono nella foresta ad uscire allo scoperto, unirsi a loro e dividere il pane. Escono fuori dal fogliame quattro persone: un bel fusto, una donna sovrappeso, un ragazzo e un vecchio su un mulo. Quando si accorgono che Nyr ha la pelle nera come la pece, e che è quindi un elfo nero, rimangono a bocca aperta. In particolare il giovane è molto eccitato dalla cosa e propone ai suoi compagni di catturarlo, metterlo in catene e costringerlo a forgiare armi che li rendano imbattibili. Nyr controbatte subito informando il ragazzo che quelle armi sarebbero sì micidiali, ma anche cariche di tante maledizioni da condannare ad una vita di sofferenza chiunque le impugnasse. Beorg, il vecchio, conferma che non è una buona idea, e ricorda a tutti che fine fece il Re di Danimarca quella voltà che trattò così il nano Weland (https://it.wikipedia.org/wiki/Weland_il_fabbro).

I ribelli chiedono ai nostri se sanno qualcosa della strage di franchi avvenuta sulla strada, e loro si vantano di essere i responsabili della strage. Comincia così a nascere una simpatia, secondo il principio che il nemico del mio nemico è mio amico. Ed è più o meno in questo momento che Lelantus, fuori dalla baracca di Theodolinda e compagnia, instaura un collegamento telepatico con Einar (di cui aveva preso in precedenza una Connessione Arcana). Non appena Lelantus viene a sapere che Nyr e Einar hanno incontrato Hamarolf e Beorg, gli suggerisce di informarli che i tre ragazzi del loro gruppo che sono stati catturati hanno dimostrato l’intenzione di essere battezzati all’indomani. La donna sovrappeso, di nome Bertha, è la madre di Theodolinda, e va su tutte le furie, e vorrebbe andare subito a Paderborn con i suoi compagni per liberarla, nonostante sia un’impresa disperata. Nyr propone invece che siano lui e i suoi amici a far fuggire i ragazzi dalla città franca, e in cambio chiede che Beorg curi la ferita di Crosmuat (come ha detto di poter fare) e che tutto il gruppo di ribelli aiuti i nostri nella costruzione dell’Alleanza. I sassoni accettano.

Così Lelantus libera i ragazzi dalla capanna dove erano rinchiusi (ma poco sorvegliati) e li manda verso la palizzata esterna, dove Firmus scava magicamente un tunnel e li fa sgattaiolare fuori città. Il discepolo di Guernicus nota un velo di rimpianto sul volto della ragazza, mentre lascia la città per recarsi dalla madre.

La mattina dopo Lelantus, Firmus e i fratelli vanno comunque a curiosare alla messa mattutina, dove assistono allo sconcerto e irritazione dei Franchi di fronte alla fuga dei ragazzi. Il Vescovo non si fa vedere. Eomar e Ermentrude, però, incontrano una vecchia conoscenza: Gislinde. La ragazza è loro cugina, e suo padre ha denunciato il padre dei fratelli, provocandone l’esecuzione durante il massacro di Verden. Ne ha poi confiscato terre e proprietà. Appena Gislinde li riconosce, li accusa di essere ribelli e cospiratori, e vorrebbe farli arrestare. Il capo delle guardie, però, non le crede, e lascia andare i ragazzi.

Il gruppo di Lelantus e Firmus dice pertanto addio alla città di Paderborn, e raggiunge il gruppo di Nyr e dei sassoni ribelli più a est sulla Helweg. Qui però si accorge che il gruppo di Crosmuat è stato trattenuto in città. Lelantus si mette quindi in contatto telepatico con Oggieri, e con sua sorpresa lo trova più pessimista del solito: quando la sera prima sono arrivati alle porte di Paderborn con il carretto, le guardie li hanno costretti ad entrare in città. Hanno detto che le strade non erano sicure e che sarebbe stato stupido (nonchè sospetto) voler proseguire dopo il tramonto in mezzo alla foresta ostile. Hanno anche perquisito il carretto, trovando i libri di Trianoma, che hanno “temporaneamente” confiscato. Oggieri, Fredette, Roul e Crosmuat sono quindi entrati in città, ma non è passato molto tempo prima che delle guardie venissero ad arrestarli. Sono stati portati nel recinto dei soldati, dove sono stati interrogati a lungo durante la notte. Al mattino Crosmuat è stato portato via per “fare quattro chiacchiere col Vescovo"

Crosmuat è stato portato al palazzo reale a bordo di un carretto alla mattina presto. Le guardie lo hanno messo in uno stanzino senza finestre e lasciato lì alla luce di una candela, dove ha atteso l’arrivo dell’Arcivescovo Mèdard. L’alto prelato arriva non molto tempo dopo insieme al suo segretario e un paio di guardie. E’ un uomo di una certa età, ma dal fisico ancora prestante e lo sguardo intelligente. Il suo atteggiamento è pacato e ragionevole, e le domande che pone a Crosmuat (che risponde in un latino appositamente stentato), vertono sui dettagli dell’attacco che il magus dice di aver subito il giorno prima sulla Helweg e sui libri magici che sono stati trovati nel carretto. In particolare al vescovo non torna il fatto che lo stesso giorno in cui la strada è stata devastata e gli alberi divelti poco fuori Paderborn, loro siano arrivati con un libro evidentemente magico e che sembra trattare dell’elemento “terra”. Informa il magus che sospetta lui e i suoi amici di essere responsabili dell’assassinio dei soldati, e che se non riusciranno a scagionarsi non potranno evitare la pena di morte. Crosmuat, come anche Oggieri, Fredette e Roul negano comunque ogni addebito e sostengono che sono stati pagati per trasportare i libri da un uomo che non conoscono personalmente.

Più tardi Crosmuat riceve visite da un mercante di schiavi di nome Errai, che gli suggerisce velatamente di scaricare tutta la responsabilità sui suoi compagni. Se sarà convincente, lui potrà forse persuadere il vescovo a risparmiarlo e a venderglielo come schiavo.

Nel frattempo, il gruppo con gli altri magi ha deciso di risolvere la questione con la diplomazia, e torna indietro verso la città per cercare di scagionare il Bjornaer e i grog. Il gruppo di sassoni ribelli di Hamarolf e Beorg non vuole però fare marcia indietro. Deve infatti recarsi all’Althing, una tradizionale riunione annuale dove ogni tribù della sassonia invia una delegazione per parlare di politica, religione e guerra. L’Althing è stato messo fuorilegge come tutti gli assembramenti non autorizzati, ma evidentemente si tiene ancora in qualche luogo segreto. 

Comunque, Firmus entra a Paderborn da solo, e riesce ad ottenere udienza da Mèdard. Ammette di conoscere Flavius Jerbitonis e dichiara di essere in viaggio verso la Pomerania per motivi di studio. Dice anche che il contenuto del carretto sequestrato è di sua proprietà, e che vorrebbe riaverlo indietro. Il vescovo si dimostra particolarmente ben disposto, forse a causa dell’amicizia comune, e accetta di liberare Crosmuat e compagnia e di restituire gli oggetti sequestrati, ma vuole comprare la summa di Terram. Firmus gliela cede in cambio di una lettera in cui si dichiara che lui è amico del Re e ha il diritto di percorrere le strade di Sassonia.


Parte II - Heidelinde / Rumaquelle

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