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La valle di Eiladal
Eiladal

Dal gotico: eila (tempo, stagione) + dal (valle)

La valle di Eiladal è racchiusa tra alcune delle più alte montagne delle Harz, e non è facile trovarla senza una buona guida. Tantopiù perchè si trova al confine tra due aree fatate, abitate da creature che amano sviare (o peggio) i viaggiatori incauti. 

Eiladal è una valle boscosa a forma di Y, dalle pareti ripide e boscose, il cui fondovalle è occupato in gran parte da un lago dalle acque cristalline. Due vivaci ruscelli ne alimentano il bacino, scendendo lungo i rami nord-ovest e sud ovest della vallata, mentre un torrente più grande defluisce dal lago lungo il ramo nord-est, correndo a zig-zag verso le pianure orientali.

Camminare per questi boschi è un’esperienza sempre affascinante, seppur così diversa a seconda della stagione. D’inverno la valle viene avvolta da una cortina di gelo e neve molto più intensa che nel resto della regione. E’ un paesaggio immacolato ed essenziale, tanto bello quanto pericoloso: bianco e brillante nei rari giorni di sole, austero e ostile quando i venti di bufera spazzano i pendii ghiacciati fischiando senza requie. Questi sono i mesi avari quando i gufi bianchi abitano i rami spogli dei frassini e dei faggi, mentre le volpi cercano piccoli roditori nascosti sotto la neve. A volte si ode in lontananza l’ululato di un lupo solitario, ma anche i branchi di predatori preferiscono spostarsi dove il clima è più mite quando le giornate si fanno corte. Chi invece si trova a suo agio con il freddo più impietoso sono gli elfi dell’inverno, che si aggirano nei boschi intirizziti avvolti nelle loro coltri di nebbia e di tormenta. Essi non amano essere visti dai mortali, e se anche a volte può sembrare di scorgere per un attimo le loro sagome, subito esse arretrano in paesaggio indefinito. Non sempre le loro intenzioni sono ostili, ma i pochi montanari che s’avventurano per queste valli durante la brutta stagione per follia o necessità hanno tutta una serie di rituali e scaramanzie, che eseguono con grande diligenza, nella convinzione che siano parte di un rigido codice di comportamento preteso dai gelidi servitori di Re Agrifoglio.

Ma quando la neve si scioglie, ingrossando i torrenti e liberando gli alberi dalla loro prigione di ghiaccio, finalmente arriva l’estate, che riempie ogni essere vivente di prorompente vitalità. Tutto si ricopre di un verde giovane e lucente, cervi e caprioli tornano a popolare le valli, e gli uccelli volteggiano nell’aere annunciando con gioia la rinascita del mondo. Tanto è stata tetra la prima metà dell’anno, tanto è elettrizzante la stagione calda. 


L’isola di Gulbam 

Dal gotico: gul (oro) + bam (albero)

Quercia5

L’isola è immersa in un’aura magica di livello 2, e in qualsiasi condizioni atmosferiche si trovi la regione, almeno un raggio di luce del tramonto colpirà la Quercia d’Oro. Tutti i giorni. Il riflesso del sole sull’acqua costituisce una specie di passerella magica che collega l’isola alla terraferma, e tramite questo passaggio alcuni animali possono passare tra isola e terraferma.


La Quercia d’Oro

Quercia3

Arrampicandosi su per il tronco si raggiungono due regiones successive, rispettivamente di livello 3 e 4. Stando al livello 3, il tramonto dura tre ore più del normale, e quindi si guadagna una stagione ogni due anni. Al livello 4 dura sei ore più del normale, e si guadagna una stagione l’anno. I rami del livello 3 possono sostenere fino a 3 stanze, quelli del livello 4 solo una.

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